
Non so se sia la casualità della natura o la volontà di chissà quale divinità dispettosa che permette alla morte di esigere il suo tributo preferibilmente da innocenti agnelli. So solo che Mary non ha mai fatto male ad una mosca durante le sue quasi mille lune mentre in molti le hanno inflitto dolore, a cominciare dai suoi figli. Innumerevoli croci è stata costretta a portare con una dignità a tratti disumana: “sono stanca – mi confessava, ma solo su richiesta – ho tante preoccupazioni”. Ma mai MAI un’artrite o un dolore o una “preoccupazione” le ha mai impedito di prepararmi un cappuccino, solo per il piacere di farlo. Non me ne farà più.
Ricorderò per tutta la vita il giorno in cui mi sgridò perché all’ultimo minuto le chiesi se avesse potuto ospitarmi per il pranzo: “E come faccio a prepararti qualcosa con così poco tempo?!?”. Quando le dissi di non preoccuparsi e che avrei mangiato un panino da qualche parte a momenti mi staccò il collo per telefono: “Non dannarti zia, basta e avanza un piatto di pasta” le raccomandai. Dopo un’ora circa arrivai da lei. Ci sono stati pranzi di nozze durante i quali ho mangiato meno e peggio; non saprò mai come diavolo abbia fatto.
Questa era Mary: le chiedevi un dito e ti dava il braccio, le chiedevi la luna e ti regalava il mondo.
Ora un tumore bastardo si è insinuato nel suo corpo scalfito dalle stagioni; se non sarà il cancro saranno le cure ad ammazzarla, non vedo come possa resistere ad un cocktail di farmaci e radiazioni… e se anche per un miracolo di un qualche dio, di cui non credo l’esistenza, dovesse uscirne, in che condizioni psicofisiche potrebbe mai essere una donna della sua età?
Mary vive a 300 km da me, so che non le stringerò la mano mentre morirà… non posso far altro che augurale buon viaggio, anche se non lo sarà, da queste righe di cui mai verrà a conoscenza.
Se solo fosse possibile salirei al tuo posto sulla zattera di Caronte, sicuramente il mondo sarebbe un posto migliore con te che con me.
Buon viaggio Mary, spero esista un posto dove io possa rivederti ridere.
[F.to Blue Storm]
